Italia-India : la Farnesina deve intervenire!

Non sarebbe il caso che a Roma qualcuno alzasse la voce con Nuova Delhi?
Atti inauditi e senza precedenti perché i militari in servizio rispondono solo alle autorità nazionali e non essendoci uno stato di guerra tra Italia e India non possono essere tenuti prigionieri. L’atteggiamento morbido mantenuto dal governo e dalla Farnesina ha finora facilitato i continui abusi legali degli indiani che sembrano determinati a processare i due marò per un reato che da quelle parti prevede la pena di morte.
La crisi tra Italia e India ridicolizza il governo italiano ed evidenzia la malafede del governo indiano che utilizza i due fanti di Marina prigionieri come capri espiatori per nascondere la presenza di pirati lungo le sue coste.Navi misteriose, strane coincidenze, accuse palesemente infondate.Ne è un caso palese la petroliera greca Olympic Flair che assomiglia alla Enrica Lexie per colore e stazza e, come la nave italiana, ha subito un attacco dei pirati il 15 febbraio scorso non lontano dalle coste indiane. Anzi, a differenza della Lexie, che si trovava in acque internazionali a 33 miglia dalla costa, la Olympic Flair era alla fonda a due miglia dall’ancoraggio di fronte al porto di Kochi, quindi ben all’interno delle acque indiane ed esattamente nel punto dove i pescatori indiani hanno dichiarato di essere stati colpiti da raffiche che hanno ucciso due di loro.
Prima di riprendere la navigazione, la Olympic Flair, che imbarca molto probabilmente guardie private armate, ha segnalato di aver subito un tentativo di abbordaggio all’International Maritime Bureau, alla Guardia Costiera indiana e al Maritime Rescue Coordination Centre di Mumbai. Due gli aspetti incredibili di questa vicenda. Il primo riguarda l’Italia poiché le notizie riportate non sono state scoperte dai servizi segreti né dalla Farnesina ma sono state rese note a seguito di un’indagine della Marina Militare che ha ottenuto i dettagli dei rapporti dell’IMB. Il secondo aspetto, più grave, riguarda il comportamento delle autorità indiane.Perché hanno fermato la nave italiana e hanno lasciato andare via la petroliera greca quando tutti gli elementi mettevano in relazione le dichiarazioni dei pescatori con la Olympic Flair? Perché accanirsi contro i marò italiani quando era evidente la loro estraneità ai fatti?L’unica possibile spiegazione riguarda l’imbarazzo del governo indiano, impegnato a contrastare con le armi la pirateria somala ma a quanto pare incapace (come la Nigeria e altri Paesi dell’Africa Occidentale) di fermare i pirati di casa, pescatori e bucanieri “fai da te” che attaccano le navi alla fonda a poche miglia dalla costa.
Un bello smacco per un Paese che cerca di presentarsi come una grande potenza economica e militare (l’India dispone di portaerei e armi nucleari) ma continua a manifestare tutti i problemi tipici del Terzo Mondo quali fame, povertà e criminalità diffusa. Dopo aver ignorato le norme del diritto internazionale le autorità indiane hanno messo in stato di fermo per due settimane il capo Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone e si apprestano a perquisire la Enrica Lexie, che è a tutti gli effetti giuridici territorio italiano, in cerca delle armi dei due marò.